Dottorato in Germania: l’esperienza di Carlo

By on December 30, 2013
carlo-pozza-

 

  • Carlo, spiegaci cosa stai facendo all’estero. 

 

Sto facendo il Dottorato all’Università di Duisburg-Essen. Vivo a Essen dal 2010 e dovrei finire entro quest’anno. La cosa interessante è che il mio è un dottorato finanziato dall’Unione Europea (Marie Curie Initial Training Network, FP7) che mette in collaborazione diverse Università in Europa. Nel mio caso ci sono Università Inglesi, Irlandesi, Tedesche e dal Nord Irlanda. Il programma si chiama ATWARM.

 

  • Spiega, per chi non lo sa, qual è la differenza tra Erasmus e dottorato.

 

Erasmus è una borsa europea per un periodo di studio all’estero (non necessariamente Europa, ci sono anche la Turchia e Israele, tanto per dire). Si può accedere alla borsa Erasmus durante la laurea triennale o magistrale.

Il dottorato è l’ultimo livello di studio che si può raggiungere. Dopo di che è finita: si può solo lavorare :) .In ogni paese è un po’ diverso: in Inghilterra e Italia si è considerati di più studenti, in Germania si è solitamente sia dipendenti dell’Università che studenti.

 

  • Ritieni che ci siano sostanziali differenze tra Università italiane e Università tedesche?

 

Tutti i sistemi universitari sono diversi tra loro. Direi che ci sono più differenze tra il sistema Italiano e quello inglese che tra quello italiano e tedesco. Le tasse universitarie sono simili 1000-2000 €/anno circa; le lauree sono triennali più magistrali come in Italia. C’è da dire che in Germania sono più severi sul numero di volte che si può tentare un esame. Tre. E poi si è fuori. Ma proprio fuori dall’Università. Non so quale sia l’effettiva applicazione della regola e quanti studenti vengano allontanati con questa regola, ma probabilmente non più di tanti.

 

  • Vivendo in un altro paese sicuramente puoi darci la tua opinione riguardo la vita in Germania se non come lavoratore almeno come studente? Costo della vita?

 

Il costo della vita è relativamente basso ma io vivo nella zona della Ruhr e non in Baviera dov’è molto più caro. Come servizi non si può certo lamentarsi: la mensa è paragonabile a quelle di Padova (anche se come qualità del cibo non c’è paragone) e compresa nella tessera studenti c’è anche il biglietto treno/bus/tram per tutta la regione (Nord-Reno Westfalia).

Normalmente i ragazzi tedeschi escono di casa dopo la maturità: lo stato eroga prestiti agevolati per studiare. Questo li rende molto più indipendenti e responsabilizzati rispetto a come ero io alla loro età.

 

  • Ci sono più comodità che in Italia? E le persone come le definiresti?

 

Siamo così simili ma anche così diversi. Si guardano le stesse serie TV e si ascolta la stessa musica ma qui la colazione è il pasto principale, il cappuccino va bene anche nel pomeriggio, il caffè si beve a caraffe, l’acqua è solo frizzante, bevono questi succhi di mele frizzanti (terribili), gli piace la torta al rabarbaro e non si attraversa la strada a piedi col rosso anche se non ci sono auto nel raggio di 2 km.

I tedeschi sono a volte un po’ freddi, poco socievoli, ogni tanto troppo sarcastici ma poverini ci terrebbero così tanto a vincere a calcio contro l’Italia!

Conoscono l’inglese ma non lo parlano molto: lo conoscono bene sì ma se si sentono anche poco sicuri sono piuttosto silenziosi. Noi italiani attacchiamo bottone conoscendo anche solo quattro parole di un’altra lingua! A parte questo quando si conosce il tedesco bene, le cose diventano più semplici e ci si diverte di più.

 

  • Ci sono anche molti luoghi di svago? (anche per fare sport oltre che per uscire con gli amici)

 

All’Università ci sono i corsi di sport a prezzi abbordabilissimi per un semestre. Lo scorso semestre per esempio ho fatto arrampicata indoor. Poi ho provato una cosa chiamata “power workout” senza leggere bene la decrizione. Risultato mi sono trovato unico ragazzo con 50 ragazze, la sproporzione era troppa e ho alzato bandiera bianca dopo la prima lezione! Alla fine il corso costava 15€ per 6-7 lezioni una volta alla settimana, non ci ho rimesso molto.

Quello che forse manca è il mercoledì universitario come c’era a Padova. Non c’è uno spazio/piazza di ritrovo serale semi-ufficiale dell’Università.

 

  • Consiglieresti la Germania per chi vorrebbe fare un dottorato all’estero?

 

Sì. Oltre a studiare e lavorare ho imparato anche il tedesco. Per quanto mi riguarda essendo nella zona della Ruhr ho potuto girare qui intorno facilmente: Parigi, Amsterdam, Berlino, Monaco sono a portata di mano. Cosa non da poco è che la qualità del cibo al supermercato è buona se confrontata con l’Inghilterra per esempio.

Marco Campo Bagatin


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