Muro di Berlino: dall’erezione all’abbattimento

By on May 31, 2013

Come molti sanno, al termine della seconda guerra mondiale, la Germania ha subito una suddivisione del territorio in 4 sezioni e ciascuna aveva come supervisore una potenza diversa:Francia, Stati Uniti, Inghilterra e Unione Sovietica (le nazioni che vinsero la guerra in questione). La Germania successivamente, subendo gli effetti della cosiddetta “guerra fredda”, si vide costretta ad un ulteriore cambiamento circa le ripartizioni, che consisteva nel raggruppare le potenze filo-americane (occidentali) lasciando in disparte il territorio governato dai sovietici (orientale, che infatti fu accorpato all’UURS). Dunque si può comprendere il motivo per cui un tempo si parlava di Germania-Est e Germania-Ovest. Nella sezione est vigeva il potere del regime comunista il quale controllava strettamente il territorio,il movimento e le azioni dei suoi abitanti. Inizialmente chi voleva fuggire dall’Est all’Ovest lo poteva fare ma con molte difficoltà e rischiando la vita. Proprio per porre fine a questa migrazione, il governo sovietico propose d’innalzare un muro sul confine a Berlino, luogo in cui avveniva la maggior parte delle fughe. Nel 1961 venne costruito il famoso muro di Berlino. Ricordiamo che oltre alla Germania, suddivisa in quattro zone era anche la città di Berlino. Negli anni della Germania divisa, l’economia della zona capitalista/filo-americana crebbe e si guadagnò un posto importante tra le prime potenze del mondo. L’economia dell’est, pur avendo sullo sfondo un’altra ideologia (quella comunista) e sviluppandosi dunque in un’altra realtà, riuscì anch’essa a divenire una delle più solide e produttive nel mondo dell’UURS. Mentre tutto ciò accadeva, la maggior parte dei tedeschi dell’Est non riusciva ad accettare questa situazione di libertà negata, di censura nei confronti di ciò che accadeva ad Ovest. Ci furono alcuni tentativi di unificazione da parte dell’una e dell’altra parte, ma non fu mai trovato un accordo vista la divergenza di pensiero politico!

Dal 1985 al 1991 Michail Gorbacev l’ultimo segretario ufficiale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, chiamato in seguito il “riformista”, contribuì in modo determinante al dialogo tra le parti in causa che portò all’abbattimento del muro di Berlino e alla risoluzione delle trattative tra Unione Sovietica e Occidente in favore della libertà e della riunificazione del popolo tedesco.

Nel mentre, molti paesi facenti parte della URSS si allontanarono dalla confederazione e liberarono i presidi situati nelle loro terre (presidi che controllavano non ci fosse nessun tentativo di fuga). In seguito a questo fatto si ritiene che circa tredici mila persone abbiano lasciato la  RDT (Repubblica Democratica Tedesca), cioè orientale) e di lì in poi ci furono le prime grandi manifestazioni contro il regime comunista. Il 9 di novembre furono cancellate alcune restrizioni cui sottostavano i tedeschi dell’Est, i quali si spinsero sino a Berlino fino a dar luogo alla distruzione di alcune zone del muro; il giorno stesso infatti è entrato nella storia come il giorno della caduta del muro di Berlino (simbolo della “prigionia” e della divisione del popolo tedesco durata quasi mezzo secolo).

Il 3 ottobre 1990 fu ufficialmente riunificata la Germania, quando la parte Est aderì al modello costituzionale della RFT (Repubblica Federale Tedesca, cioè d’occidente).

Marco Campo Bagatin

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